Dipende meno da ChatGPT che da tre cose nelle Sue mani: quali dati identificativi contiene il testo, quale account lo riceve e quale dovere di riservatezza La vincola. Con qualsiasi piano il testo esce dal dispositivo nel momento dell'invio. Se toglie nomi, codici fiscali e IBAN prima di incollare, le tre questioni si risolvono in un colpo solo.
Che fine fa il testo incollato
Un paragrafo incollato in un assistente viene trasmesso ai server del fornitore, elaborato e conservato secondo le sue regole. Se la conversazione sparisce dalla barra laterale, non cambia nulla. Il testo è uscito dal computer al momento dell'invio.
Il tipo di account incide su un solo aspetto. Nei piani per privati, dice OpenAI, le conversazioni possono servire a migliorare i modelli finché l'utente non cambia le impostazioni.
Per Team, Enterprise e API dichiara di non usare i contenuti per l'addestramento, salvo scelta diversa. È la descrizione che il fornitore dà del proprio prodotto nel 2026, e va letta come un impegno valido a quella data.
Quell'impegno dice se il fornitore può riutilizzare i dati ricevuti. Non dice se i dati sono usciti dal controllo di chi li ha inviati.
Molti sottoscrivono Enterprise e considerano chiusa la questione. Intanto il codice fiscale del cliente è passato dal dispositivo dello studio ai server di un terzo, e il piano decide solo che cosa il terzo può farne.
Che cosa ha chiarito il caso Samsung
Il caso Samsung viene citato spesso con dettagli che le fonti non contengono. Secondo quanto riportato il 2 maggio 2023, l'azienda ha vietato al personale l'uso interno dell'IA generativa dopo una fuga di dati avvenuta il mese prima. La sequenza conta: prima la fuga, poi il divieto, quando il testo era già partito.
In Italia il Garante per la protezione dei dati personali ha bloccato ChatGPT nel marzo 2023. Il 20 dicembre 2024 ha sanzionato OpenAI per 15 milioni di euro, contestando fra l'altro l'addestramento senza base giuridica adeguata e una violazione non notificata.
Nel marzo 2026 il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione. Il modo di ragionare del Garante vale comunque per chiunque consegni dati a un fornitore.
Il titolare del trattamento è chi incolla
Se il testo contiene dati personali di clienti, dipendenti o controparti, chi lo invia decide finalità e mezzi del trattamento. È quindi titolare del trattamento, e il fornitore diventa responsabile del trattamento. Il GDPR richiede una base giuridica e, di norma, l'accordo scritto dell'art. 28, con istruzioni e misure di sicurezza.
Il Codice Privacy (d.lgs. 196/2003, modificato dal d.lgs. 101/2018) completa il quadro. Avvocati, commercialisti, medici e consulenti hanno anche il segreto professionale, tutelato dall'art. 622 del codice penale. Un account personale di solito non ha alcun accordo ai sensi dell'art. 28, quindi chi vi incolla il codice fiscale di un assistito consegna dati a un soggetto senza un rapporto definito.
La persona di cui parla il documento non ha scelto niente. Il tempo risparmiato va a chi incolla, il rischio a chi non sapeva nemmeno della chat.
Tre domande prima di incollare
Prima di incollare, ci si pongono tre domande, a mente e con il documento davanti.
- C'è qualcosa che identifica una persona? Un nome, un codice fiscale, un IBAN, un numero di tessera sanitaria, un indirizzo, una data di nascita con un luogo. Anche un incarico o una sede possono bastare se combinati con il resto.
- Su quale account finisce? Quello personale o quello dell'organizzazione, con un accordo sul trattamento firmato? Se non lo sa, quasi sempre è il primo.
- Quale obbligo di riservatezza La vincola? Il segreto professionale, una clausola con il cliente, un accordo di non divulgazione, oppure nessuno.
Se la risposta alla prima domanda è no, le altre due contano poco. Se è sì, ci si ferma prima di incollare. L'assistente si può usare lo stesso, togliendo prima quei dati.
Togliere i dati prima, sul Suo computer
Se i valori sensibili non sono nel testo inviato, il fornitore non ha nulla di personale da riutilizzare e nessun segreto esce dallo studio. Conta il momento: l'anonimizzazione va fatta prima dell'invio e sul dispositivo. Un servizio che ripulisce il testo nel cloud ne ha già ricevuto la versione completa.
A questo serve promptShield. Rileva trova nomi, organizzazioni, indirizzi, codici fiscali, IBAN e altri valori identificativi. Codifica sostituisce ciascuno con un codice reversibile, Rimuovi lo cancella in modo definitivo, e nell'assistente si incollano solo i codici.
Un codice è una parentesi quadra, una lettera per il tipo di dato, alcuni caratteri di riempimento e la parentesi di chiusura. [P0ABCD] mostra la forma per una persona, e il codice di un IBAN comincia con B.
La lunghezza dipende dal testo sostituito: almeno sei caratteri e, oltre i dieci, tre in meno dell'originale. Ogni carattere ha una larghezza simile a quello che sostituisce, così il codice occupa lo stesso spazio sulla pagina.
In una cartella della Libreria lo stesso valore riceve lo stesso codice, e il modello segue una persona fra i documenti della pratica. Fra cartelle diverse i codici sono indipendenti, e solo un codice fissato a mano vale per tutte.
La Decodifica ripristina i valori in locale, e la corrispondenza sta nel Registro codici, un file SQLite sul Suo computer. Non è cifrato, per scelta: gli originali sono già lì in chiaro.
Il funzionamento è descritto nell'articolo su come funziona la codifica reversibile. Vanno segnalati due limiti.
L'Analisi approfondita usa di norma un modello locale, ma ha una modalità via API remota che invia il testo delle pagine a un servizio esterno. L'app gratuita nel browser genera codici della stessa forma, con una chiave creata nel browser, e registra ogni avvio in forma anonima, mentre il documento resta nel browser.
Domande frequenti
Un account ChatGPT Enterprise basta per incollare dati dei clienti?
In parte sì: un contratto professionale ha di solito un accordo sul trattamento ai sensi dell'art. 28, e secondo OpenAI quei contenuti non servono all'addestramento per impostazione predefinita. I dati però escono comunque dal dispositivo, serve comunque una base giuridica e il segreto professionale resta. Se il documento arriva già privo di quei dati, l'accordo diventa una tutela in più.
Se cancello la conversazione, l'invio viene annullato?
No: la cancellazione può avviare l'eliminazione, ma un terzo ha già ricevuto i dati. Annoti che cosa è partito, da quale account e quando, e ne parli con chi si occupa di protezione dei dati, che valuterà se è una violazione ai sensi dell'art. 33 GDPR. Il rischio che resta è spiegato nell'articolo su che cosa rischiano i dati riservati finiti in un chatbot.
È più sicuro incollare il testo o caricare il file?
In entrambi i casi il contenuto lascia il computer. Il file però trasmette di solito di più: tutte le pagine, e spesso metadati, commenti, revisioni e testo nascosto. In ogni caso gli identificativi vanno tolti prima.
Che cosa rischio davvero con il Garante?
Dipende dal ruolo e da che cosa è stato inviato, e la valutazione spetta a chi conosce i fatti. Di solito risponde l'organizzazione come titolare, e un'istruttoria parte da base giuridica, accordo con il responsabile e istruzioni al personale. L'annullamento della sanzione a OpenAI non cambia gli obblighi di chi invia i dati.
Se ha già incollato qualcosa
Ricostruisca che cosa è partito e da quale account, controlli se quelle conversazioni possono servire all'addestramento e informi chi si occupa di protezione dei dati. La volta successiva basta togliere i dati identificativi prima di incollare.
Un assistente che riceve un contratto con i codici al posto delle parti ne fa una sintesi altrettanto utile. Sul perché la protezione si sia spostata dalla banca dati al singolo documento c'è un approfondimento dedicato.