Chi invia un documento anonimizzato ne risponde con il proprio nome, anche se il lavoro l'ha fatto un software. Un modello non può rispondere di nulla, perché non ha niente da perdere. Per questo la macchina propone e una persona conferma ogni rilevazione prima che il file venga creato.
Rispondere di qualcosa
Chi appone il visto di conformità su una dichiarazione dei redditi impegna il proprio nome e la propria iscrizione all'albo. Se il visto è infedele, la sanzione resta a suo carico. Il d.lgs. 241/1997 non chiede che abbia compilato ogni rigo. Chiede che abbia controllato ciò su cui mette il visto.
"Responsabile" viene da "rispondere": si risponde davanti al cliente, al giudice, al Consiglio dell'Ordine o al Garante. Significa dover spiegare e, se la spiegazione non regge, pagare con qualcosa di proprio. Un modello non può essere convocato né sospeso, non perde clienti e non ha patrimonio.
Il limite è strutturale e non dipende dall'accuratezza. Un sistema due volte più preciso resterebbe senza nulla in gioco. La domanda utile non è se l'IA sia responsabile, ma chi lo sia, e la risposta è sempre una persona. Lo strumento deve quindi metterla in condizione di guardare il risultato prima che esca.
L'AI Risk Management Framework del NIST statunitense arriva alla stessa conclusione. La sua funzione "Govern" attribuisce ruoli e responsabilità a persone e organizzazioni, mai ai sistemi automatici.
Firmare ciò che non si è guardato
Chi firma un documento ci mette il proprio nome. Può prestare solo quella che si è guadagnato controllando. Firmare un atto mai letto significa giocarsi il proprio nome.
Si immagini un rilevatore ipotetico che trovi il 99,5% dei dati identificativi. Su un fascicolo con quattrocento dati ne lascerebbe sfuggire due, e nessuno saprebbe quali: due date in una nota, o il codice fiscale di un minore in una causa di affidamento. La cifra non descrive promptShield né alcun prodotto reale.
La revisione non chiede di rifare il lavoro della macchina. Chiede di averlo esaminato quanto basta per risponderne: scorrere le aree evidenziate, aggiungere ciò che manca, togliere ciò che non andava tolto.
Da dove viene il dovere
Questo articolo non stabilisce se un invio sia conforme alla legge: lo valuta chi conosce il caso. L'art. 622 del codice penale punisce chi rivela senza giusta causa un segreto professionale. Un documento uscito con il nome di un assistito ancora leggibile è, potenzialmente, una rivelazione.
Il GDPR e il Codice Privacy (d.lgs. 196/2003, modificato dal d.lgs. 101/2018) distinguono titolare e responsabile del trattamento. L'art. 28 GDPR prevede che il responsabile tratti i dati solo su istruzione documentata del titolare. Un software che gira sulla macchina dello studio e non decide nulla non occupa nemmeno quel ruolo. È uno strumento nelle mani di chi risponde.
Il parere 05/2014 del Gruppo di lavoro Articolo 29 ricorda che ogni tecnica di anonimizzazione lascia un rischio residuo. L'ICO britannica propone il test dell'"intruso motivato", e il considerando 26 del GDPR parla di mezzi di cui si può «ragionevolmente» fare uso. Sono tutti giudizi, e un giudizio richiede una persona.
Come funziona nel prodotto
In promptShield tutto ruota intorno alla revisione. La funzione Rileva usa gli Schemi, cioè espressioni regolari, per i valori a forma riconoscibile come il codice fiscale RSSMRA85T10A562S o l'IBAN. Il Riconoscimento di entità trova nomi, indirizzi e società. L'Analisi approfondita con un modello linguistico è facoltativa e spenta per impostazione predefinita.
I risultati vengono fusi, ripuliti dai doppioni ed estesi da una pagina all'altra, ma restano proposte. Ogni rilevazione compare come un'area che la persona rivede: la conferma, ne corregge i bordi, la elimina o ne disegna una nuova. Il documento protetto nasce dopo, da ciò che è stato confermato.
Per impostazione predefinita un file con aree protette non si scarica finché le aree non sono verificate nella Revisione. Confermare i codici nel Registro codici è l'atto di verifica. Chi preme Scarica prima vede una finestra che spiega che cosa manca e apre la Revisione. Il vincolo si può disattivare nelle impostazioni, ed è bene che in studio si sappia chi può farlo.
Codifica sostituisce il valore con un codice reversibile come [P0ABCD], la cui lunghezza segue quella del testo originale. Rimuovi elimina davvero il contenuto, anche nelle parti nascoste del PDF, e scarta le miniature. I codici valgono per cartella, e solo un codice fissato a mano vale per tutto l'archivio. I dettagli sono in questo articolo sull'oscuramento reversibile.
Sappiamo quanto sia facile pubblicare senza controllare. Un'affermazione sbagliata sui nostri codici, secondo cui un valore riceveva il medesimo codice in tutta la Libreria, è uscita in sette lingue prima che qualcuno la verificasse.
Domande frequenti
Perché una macchina non può rispondere dei propri risultati?
Perché rispondere presuppone qualcosa da perdere, e un modello non ha albo, clienti o patrimonio. Il fornitore risponde dei propri obblighi, chi usa il risultato risponde dell'uso.
La revisione umana annulla il guadagno di tempo?
No. Verificare aree già evidenziate costa molto meno che cercare a mano ogni codice fiscale e ogni IBAN.
Che cosa controlla la persona, in concreto?
Che ogni area copra per intero un dato da proteggere e che non manchino valori come un soprannome, da aggiungere come Espressioni. Poi che la scelta fra Codifica e Rimuovi sia giusta, con attenzione a scansioni, tabelle e note a piè di pagina.
Durante la revisione il documento esce dal computer?
No. Nell'applicazione desktop tutto avviene sulla macchina, mentre l'applicazione gratuita tiene il documento nel browser ma invia un segnale anonimo all'avvio. Fa eccezione l'Analisi approfondita, se l'utente la indirizza verso un servizio esterno.